martedì 1 gennaio 2013

fuori guardo dentro

Cazzo quanto vorrei essere su quell'aereo, non so dove vada ne m'importa, sarebbe comunque lontano da qua..
Solo le anatre muovono le acque gelide del lago, i salici saldi al terreno, portano il peso della loro naturale tristezza. Un pazzo con gli occhiali scuri fa jogging mentre cani si rincorrono sulla riva, io scrivo, coperti tutti dallo stesso Cielo.
Fuggire non serve quando le viscere ti attanagliano l'anima.

Guardo le anatre, le invidio un po', libere di volare e andare ovunque, in qualsiasi momento; topi del Cielo, come li chiama uno alle mie spalle con la famigliola e i cani, stridono in acuti, beati gabbiani.
Non ci sono corvi, nemmeno qualche taccola che spesso si vede a terra in cerca di semi, i freddo mi fa tremare.

Dove vado?
Non lo so né so se è dove voglio andare.
Dovrei imparare a farmi scivolare addosso le cose, a prendere tutto meno sul serio come u tempo, in cui mi bastava un flauto e la compagnia dei miei cani. Anche se col senno di poi, ra mi chiedo quanto realmente mi lasciassi scivolare gli eventi, se per una presa di posizione forte, dura, vivevo in quel modo? Ma tutto è mutato e anche io, e..ho trovato! Vado incontro alla mia Ombra.

Piove. Moltitudini di gocce muoiono nel lago o forse, continuano a vivere divenendo parte di esso.

Niente festeggiamenti per l'anno vecchio ne per il nuovo, sono uscito verso l'una, quando il caos di petardi si era un poco sedato, sono in andato in un birrificio qua dietro, tavolate piene, difficile trovare posto per una sola persona, nemmeno i viaggi fanno offerte per i single ma solo per coppie.
Due rosse, un rhum e guardavo danzare la folla, nell'unico tavolo che mi hanno liberato,quello che usavano per metterci le bevande e i vassoi i camerieri. Gente contratta che si agita senza alcuna fluidità, molti proiettano qualche film o video visto del loro attore cantante preferito, legati, ripetitivi...saranno consapevoli?no, credo di no. Nemmeno il burbero macho,che non balla e ha le spalle alte e in tensione si rende conto che lei vuole ballare? Gli danza attorno in tutti i modi ma non si allontana dal tavolo di lui..balli di guppo e giocajouer...incubo.

Nel cuore ancora lei, mi conosco bene e ho cancellato il suo numero dal telefono, sapevo che avrei avuto voglia di chiamarla, di sentirla,di parlarle..ma so bene che quando una stuoia,un corpo, un evento, sono stati tagliati in due, non puoi più rimetterli assieme, non puoi unirli e nemmeno sarebbero come prima, presto o tardi tornerebbero a dividersi.

L'Ombra di un anatra interamente nera pattina sullo specchio d'acqua, la osservo,alzo il capo e la vedo planare fluida dopo i volteggi ed entrare in acqua come una lama nelle carni, come un foglia che da terra torna ad attaccarsi al ramo, con una naturalezza spontanea.

Dove vado?
Alla ricerca della fluidità,oltre le resistenze, respirando a pieni polmoni, forse un femminile irato che cerca il maschile per placarsi, come Kalì,la nera Dea che per porre fine allo sterminio deve incontrare Shiva, il suo uomo che si finge morto appositamente per fermarla, e piangerlo, ritrovandolo, ritrovandosi..o più semplicemente devo ritrovare un equilibrio come dettomi dal XIII Arcano dei Tarocchi, Temperance, angelo che rimescola le acque, dal vestito rosso (l'azione) e blu (la ricettività) che lasciano intravedere un piede viola, i due colori uniti. Serpenti si allacciano ai suoi piedi,accarezzandosi, i poli sessuali ebbri delle energie telluriche. Due grandi ali, per spiccare il volo ma resta ben radicata al Terreno. L'unione degli opposti...

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