martedì 4 settembre 2012

una breve densa estate


L’estate sta sta finendo..e un anno se ne và..
È da qualche giorno che ho questo tormentone nella testa, una musichetta credo,che si sia insinuata nell’infanzia e che devo aver risentito su qualche stazione radio. Sarà che dopo i 5 giorni di ferie che sono riuscito a prendermi lottando, al ritorno,Milano mi accoglie piovosa e fredda..
Ma sono ancora pieno, un otre traboccante di emozioni dense e assaporate come un Orso con le zampe ancora inzaccherate e appiccicose di miele di castagno, scuro e dal sapore forte.




Ma cosa sono 5 giorni vi chiederete voi?
Tutto dipende da come li vivi.
Un matrimonio di amici, lauto pasto ed esplorazioni emotive, un chi sao continuo ,con persone diverse, dalle grandi energie, dotate di una straordinaria follia e dall’animo buono, anche se inquieto.


Una salita tra Maschi, sul Grande Corno del Gran sasso, ai Prati di Tivo, inerpicandoci come gattacci selvatici tra le rocce per poi sulle vette affacciarmi nello strapiombo, con la voglia di essere un rapace e volare ma la consapevolezza,grande, di essere uomo, ancorato alla Terra dalle forze del pianeta; un novello sposo e a breve Padre, un giovane cucciolo in piena adolescenza, e un avventuriero cercatore, un triangolo verso l’alto,ognuno con la propria “spinta fallica” esplorando se stesso, scalando le proprie profondità, gustando l’aria di quei 2000 metri..lancio un urlo animale che ha riecheggiato tra le rocce. Indimenticabile.

La discesa dove ci attendevano la futura madre, novella sposa e la madre del cucciolo, la femmina che scalda il mio cuore. Pranzo e risate e poi, la magia di una cavalcata a trotto nella piana, sopra di noi imponente, ci guardava il gigante di pietra..meraviglioso animale il cavallo.

I giorni al mare, nelle bellezze delle pinete abruzzesi laddove l’uomo,pare non aver messo mano come al nord, e ancora si può gustarne la selvaticità.

Poi c’est finì, tocca ripartire, cena ad arrosticini ( una ghiottoneria!) e birra, e la sera, prendere il bus in compagnia dell’altra metà del Cielo e del suo cucciolo d’uomo.
Giorni di lavoro per me nella city, di doni di ciò che so, non un mostrare (che l’apparenza è solo mera estetica) ma rendere partecipi,condividere e così portarli a vedere murales lungo via corelli, in dojo, in Duomo e a far shopping ci sono andati soli, mentre io ero coi Rom, che non sono un gran consumatore.. di partite a briscola e risate in una casa mai stata così calda. Il sorriso nel cuore nel trovare la donna che amo ad attendermi con suo figlio..emozioni nuove, come lava di un vulcano, calde.
La mia tana ancora pulsa, mentre il bamboo continua a crescere, aperto e fiorito, nella sua spirale verso il Cielo.

Ieri son tornati alle loro lande ed io qua, solo, scrivo in questa stanza vuota, assaporo il distacco ma senza sofferenza, tengo a me  i ricordi e danzo con loro.
L’estate sta finendo? E allora? Il giusto di ciclo del tempo della vita ma si assapora meglio, vissuto mantenendo dentro un eterna primavera..




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