L’estate sta sta finendo..e un anno se ne và..
È da qualche giorno che ho questo tormentone nella testa,
una musichetta credo,che si sia insinuata nell’infanzia e che devo aver
risentito su qualche stazione radio. Sarà che dopo i 5 giorni di ferie che sono
riuscito a prendermi lottando, al ritorno,Milano mi accoglie piovosa e fredda..
Ma cosa sono 5 giorni vi chiederete voi?
Tutto dipende da come li vivi.
Un matrimonio di amici, lauto pasto ed esplorazioni emotive,
un chi sao continuo ,con persone diverse, dalle grandi energie, dotate di una
straordinaria follia e dall’animo buono, anche se inquieto.
Una salita tra Maschi, sul Grande Corno del Gran sasso, ai
Prati di Tivo, inerpicandoci come gattacci selvatici tra le rocce per poi sulle
vette affacciarmi nello strapiombo, con la voglia di essere un rapace e volare
ma la consapevolezza,grande, di essere uomo, ancorato alla Terra dalle forze
del pianeta; un novello sposo e a breve Padre, un giovane cucciolo in piena
adolescenza, e un avventuriero cercatore, un triangolo verso l’alto,ognuno con
la propria “spinta fallica” esplorando se stesso, scalando le proprie
profondità, gustando l’aria di quei 2000 metri..lancio un urlo animale che ha
riecheggiato tra le rocce. Indimenticabile.
La discesa dove ci attendevano la futura madre, novella
sposa e la madre del cucciolo, la femmina che scalda il mio cuore. Pranzo e
risate e poi, la magia di una cavalcata a trotto nella piana, sopra di noi
imponente, ci guardava il gigante di pietra..meraviglioso animale il cavallo.
Poi c’est finì, tocca ripartire, cena ad arrosticini ( una
ghiottoneria!) e birra, e la sera, prendere il bus in compagnia dell’altra metà
del Cielo e del suo cucciolo d’uomo.
Giorni di lavoro per me nella city, di doni di ciò che so,
non un mostrare (che l’apparenza è solo mera estetica) ma rendere
partecipi,condividere e così portarli a vedere murales lungo via corelli, in
dojo, in Duomo e a far shopping ci sono andati soli, mentre io ero coi Rom, che
non sono un gran consumatore.. di partite a briscola e risate in una casa mai
stata così calda. Il sorriso nel cuore nel trovare la donna che amo ad
attendermi con suo figlio..emozioni nuove, come lava di un vulcano, calde.
La mia tana ancora pulsa, mentre il bamboo continua a
crescere, aperto e fiorito, nella sua spirale verso il Cielo.
Ieri son tornati alle loro lande ed io qua, solo, scrivo in
questa stanza vuota, assaporo il distacco ma senza sofferenza, tengo a me i ricordi e danzo con loro.
L’estate sta finendo? E allora? Il giusto di ciclo del tempo
della vita ma si assapora meglio, vissuto mantenendo dentro un eterna
primavera..


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