martedì 18 settembre 2012

Sakura

Chi sta nel mio corpo?
Vecchie e nuove consapevolezze, sensibilità corporea sempre più accentuata,i muscoli che si irrigidiscono quando entrano entrano in contatto con un corpo che fa resistenza e benchè io lo sappia difficile, a volte impossibile e snervante la ricerca del non fare.
La muscolatura dell'ano si contrae, cerco di espanderla e rilassarla, respiro. Ciò che riesco a volte nel quotidiano, nella pratica in dojo appare difficile da attuare. Come se qualcun' altro dentro me si opponesse al mio volere, come se forze opposte in conflitto.

Cosa sto cercando?
Cosa sento e provo mentre faccio?
Cosa cerco di evitare?
Cosa voglio e mi aspetto da questo fare e da chi lo conduce?

Domande a cui ho risposte, domande che producono domande perchè nulla è definitivo e certo.
Come qua nella struttura con le famiglie Rom, anche Y. l'unica che aveva una reale oppurtuinità di cambiamento ora se ne è andata. E' arrivata in lacrime da me coi bagagli dicendo che non ce la faceva più a stare qui, che non è la schiava di nessuno ed è stanca di essere trattata da serva dai suoceri e forse dallo stesso compagno, che a nulla si oppone al trattamento ricevuto da lei dai genitori.
X è l'unico figlio maschio, l'ultimo della famiglia e per tradizione, è l'ultimo maschio che deve rimanere in casa a badare ai genitori. Y credo che qua si sia resa conto delle sue potenzialità e dai vari discorsi fatti abbia tirato le conclusioni che l'hanno fatta andare via: Trovare un lavoro e vivere con X per mantenere i suoceri , sotto lo stesso tetto che la trattano come una serva?
X dice che lo ha già fatto più volte, dice che è andato a cercarla ma non l'ha trovata. Ieri lei doveva presentarsi qui dato che le stiamo facendo la residenza, ma le abbiamo mandato e un sms e lei ci ha chiesto di vederci da un altra parte.

Se non riusciamo a riagganciarla tutto quello che abbiamo fatto potrebbe rivelarsi vano, anche se a mio dire ora ha gli strumenti per sapere come cavarsela inoltre è giovane, volenterosa e di bella presenza. 


Z. che inizierà i corsi di italiano a breve per poi orse lavorare come mediatrice culturale nella city.

E il giovane K. Che dovrebbe iniziare la scuola? E la sorellina? Sono nelle mani del padre che non gli importa molto di un lavoro continuato con cui pagare l'affitto. Ha campato fino ad ora non si sa come, così continuerà sicuramente a fare se non trova un lavoro a breve. Ci parli e non vuole capire ciò che dici e torna ritorna con le solite lamentele e le solite richieste. Eppure è in forze, ben piazzato e sulla quarantina, come del resto la moglie. Ma non si può aiutare chi vuole sempre di più e non riesce o non vuole farcela da solo. Cruda realtà, ognuno ha nelle proprie mani il suo destino, e a volte non solo il suo...

Resistenze e modi di essere e fare posti da noi stessi, pistole puntate contro il mondo, forse per paure remote. Ma siamo sicuri che sono puntate verso il mondo e non verso noi stessi?
La preda diviene predatore e il predatore anche,può divenire preda.
Che non puoi stare sempre in difesa, prima o poi crolli, che per entrare nella guardia dell'avversario devi rischiare di poter perdere pienamente la tua, e di prender
ne di colpi. E ne prenderai ma ne darai anche.

Qualcuno cresce solo se sognato, diceva un sociologo nella Partinico degli anni 50, ma è inutile se i sogni li tieni chiusi in un cassetto, se non hai, vuoi o cerchi di trovare la forza per provare a realizzarli..stupenda e breve, la bellezza di un ciliegio in fiore..

La complessa moltitudine dei significati del fiore di ciliegio nipponici è collegata alla precarietà dei fiori di ciliegio quale metafora della durata effimera per natura e della mortalità umana. Proprio in questa accezione si riflette l’esistenza del samurai che di colpo può, tuttavia essere stroncato dal nemico magari soltanto con un colpo di spada.




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