In una cielo estivo venni alla luce, quando la sera apre le
porte alla notte. Grazie o Madre, per avermi creato,grazie Padre per avermi
generato. Grazie , anche se ho dovuto uccidervi.
Così vi ho ritrovato.
Come ogni fiore ha le radici nel fango io è da lì, dalla
merda che vengo. Orgoglioso,anche troppo ho scelto,tempo addietro, di non
sottostare a scelte impostemi da altri per essere Io,l’unico padrone di questa
mia vita.
Scegliere è un po’ lasciare anche, tagliare cordoni
ombelicali e legami di ogni sorta per..girare come il Matto dei tarocchi in un
energia sconfinata e senza un senso.
In questo agosto caldo e solitario riposo, la carta delle
Etoile è uscita al centro il XVII Arcano Maggiore, la prima femmina nuda
dell’intero mazzo Marsigliese,bellissima a rimescolare le acque contenute in
due anfore, nel riottoso fiume che scorre ai suoi piedi. Inginocchiata, come un
samurai dinanzi al Tokonoma, ha un che di sacro e sensuale, come a dirmi che
non è il momento delle decisioni ma di stare, ancora negli eventi..altalenarmi
ancora cuore,mente e spirito tra Milano e Atri.
L’Etoile, circondata da carte di Spade, attive e ricettive.
Le Spade simboleggianti l’intelletto, il potere mentale :
“non si riceve un intelletto precostituito, è una parte di
noi stessi che và lavorata, così come
il fabbro forgia la spada rendendola insieme resistente e flessibile
nell’assottigliarla. Così come si tempra l’acciaio di una lama per saggiarne la
perfezione, l’intelletto deve temprarsi nella sofferenza emozionale che lo mette
alla prova”
Il IV di Spade, la sicurezza della Terra; nella vita
intellettuale, rappresenta lo spirito pratico, la capacità di destreggiarsi
concentrandosi e organizzando la vita materiale. Uno splendido fiore rosso e
blu al suo centro.
Il III, esplosione,creazione e distruzione; nella sfera
sessuale e creativa la cui spada rossa simboleggia l’intelletto attivo,
entusiasta,idealista e senza misure. Pericolosa,si rischia di perdere la
bussola.
Il RE di questo seme viene a trovarmi nella parte
riguardante la vita emozionale, giovane
e attivo, sulle spalle due facce che mi ricordano il Carro VII (o dei
Tengu?), nella mano destra una spada rosso vivo a simboleggiare la sua azione
nel mondo.
L’opposto dell’irruenza dei Bastoni che distruggono lui
penetra abilmente, come un pene nella vulva, come acciaio nella carne.
Ancora ho addosso i ricordi freschi di questo mio compleanno
appena trascorso, della sfida regalatami (da me?dalla sorte?) e del carico
emotivo sostenuto, e che ancora sostengo..
La vita materiale mi offre il VII di spade,l’azione nel
mondo e su me stesso, carta ricettiva al cui centro una spada azzurra si erge,
intrappolata nelle reti a dirmi che per agire nel mondo, devo smettere di
credere che la realtà sia ciò che penso di essa e cercare una visione
obiettiva. Per farlo dovrò imparare a ricevere.
Proprio ieri ho scritto sul quaderno:
“Siamo capaci di di dare a una piuma il peso di un
pachiderma, a seconda delle nostre emozioni quindi, siamo anche in grado di
portare il peso del mondo sul nostro cazzo.
Lasciar fluire l’energia,aprirci e a linguate saettanti sul
clitoride,scacciare ogni paura”.

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