sabato 2 giugno 2012

riflessioni sul nomadismo Rom


E siamo al 2 giugno, quà gli ospiti se ne dovevano già essere andati dal 31 maggio ma tra continue proroghe e inconcludenti giochi politici sono tuttora a chiedere un alloggio o dei soldi.
Già soldi, la vecchia amministrazione tempo addietro diede 15.000 euro a famiglia per farli tornare in Romania con progetti che, a quanto pare non hanno dato molti frutti, visto che, alcuni di quelli,  sono ancora qua a batter cassa.
La strategia è semplice, quando il campo, vuoi per un motivo o per un altro inizia a stare stretto, gli si da fuoco e con tutti quei bambini il Comune deve per forza trovare una sistemazione di emergenza. E poi che fai? Li rimandi per strada? Provi con progetti atti all’integrazione a trovare un posto anche per loro nella variegata società. E ci sta, sono pienamente d’accordo.
Sono essere umani e hanno tutto il diritto di vivere degnamente come chiunque altro su questo pianeta ( e non).
Lavorare, poiché tocca a tutti, altrimenti non ci sarebbe ciò che c’è. Studiare, affinché attraverso un processo di alfabetizzazione (molti non parlano nemmeno italiano a 10 anni)  ed educazione i bambini possano scegliere e giostrarsi in questa società.
Pagare bollette, affitto e chi gliela nega inizialmente una mano? Ben venga un piccolo aiuto economico se non ce l’hanno un punto d’appoggio.
Io, per esempio mi ci rivedo, quando dal mio nomadismo ho scelto di rientrare in società e se non avessi avuto i miei genitori e qualche parente non so se ce l’avrei fatta, quindi perché no?

Ma io volevo, e mi chiedo quanti di loro veramente lo vogliano..
“non voglio fare vivere mio figlio in un campo nomadi”
Ci sta, dopo che hai vissuto tu determinate situazioni, vuoi crescere diversamente tuo figlio. Io figli non ne ho, non so se mai ne avrò ma mi piacerebbe e penso che hai il dovere e anche il piacere di crescerlo come meglio ti è possibile.

Varie le proposte fattegli e dopo i primi colloqui del mese trascorso da un 11 famiglie se ne sono andate 5. Mi spiace, tutti ragazzi poco più che ventenni con una vita davanti che però, culturalmente non ce la fanno.
Vuoi che Ceausescu ha fatto i suoi danni, vuoi che proprio non sanno (vero che alcuni ci marciano) come affittare una casa, o cercare un lavoro, non parlano bene la nostra lingua e vivono una realtà completamente differente fatta di predazioni e sciacallaggi, di uscire al mattino e vivere alla giornata ravanando nei cassonetti e stando sempre all’erta per sfruttare l’occasione, se arriva.
Capisco molto bene ciò perché anche io, e non ho vergogna a dirlo ho vissuto in questo modo per oltre un decennio, mantenendo me, 2 cani e un furgone camperizzato.
L’unirsi in gruppi per autosostentarsi aiuta in una vita nomade ma poi qualche taglio devi farlo se hai intenzioni di cambiare. Tagli netti a volte che ti costringono per periodi a pensare solo a te e al bene dei tuoi figli, e credo che un po’ di sano egoismo sia fondamentale.

Il mio parere su di loro è cambiato e tuttora muta a secondo degli eventi, delle persone e delle varia situazioni, certo costa rimettersi in discussione ma ne vale la pena, altrimenti non sarei qui.

Noi li chiamiamo “zingari”, nomea da sempre temuta dalla “civiltà”; lo zingaro è un po’ il lato oscuro di noi, quello che vive giorno per giorno godendosela alla meglio, non pensa al domani. Non disdegna espedienti, furtarelli, eccessi e giochi “politically scorrett”.


Ricordo una notte a Barcellona, anni e anni fa, io che aveva ingollato un acido e mi aggiravo tutto lisergico e anfetaminico per le vie del centro, dietro Plaza Real ci sono una serie di violetti in cui i chiaroscuri e le luci arancio, creano bizzarri giochi di ombre, la scarsa illuminazione poi, incise con l’aiuto dell’acido a vedere questi ragazzini Ombra. Dei giovani Gitani intorno ai 15 anni si misero a ruotare come fantasmi attorno a me, l’acido non mi faceva comprendere ciò che dicevano ma mi porsero questa palla di cristallo ed io ne rimasi estasiato.
Accarezzando la sfera notai che da una parte fuoriusciva uno stiletto lungo circa 5 dita. Doveva essere un impugnatura di bastone di passeggio.
Nel mio delirio immagini di Mr.Hyde mi invasero di timore e meraviglia.

I gitani me la volevano sicuramente vendere ma videro che ero su un'altra dimensione.
Dovevano aver cercato di piazzarla e non ci erano riusciti poiché chiedere a me, sporco, con una manciata di dredlocks dietro la nuca rossastri, vari piercing sulla faccia e tatuaggi evidenti, doveva già esser di per sé, l’ultimo disperato tentativo di ricavarci due spiccioli. Si dileguarono in un nanosecondo all’arrivo di un po’ di folla lasciandomela in omaggio,veri maestri della fuga.




Ritornando alle mie riflessioni su questa convivenza coi Rom però, una cosa credo sia fondamentale per trovare un punto di incontro. Loro usano una parola per definire ogni essere umano che non sia un Rom, anche per i Romeni stessi: Gajin o Gagiu.
Straniero, estraneo, intruso?nessuno me lo ha saputo spiegare e a me appare come un modo per stare al di fuori, nel senso, loro sono Rom, sono zingari e tutto il resto del mondo è Gajin.
Mi risuona come un noi contro loro, o un noi siamo sciacalli e tutto il resto può essere gallina, mucca da mungere, predato???

Sensei T. mi dice che i Rom sono un discorso di vecchia data, un problema che non si risolve da tempo, che non si trova il modo per integrarli.
E allora mi chiedo, quanto loro vogliono integrarsi?
Alcuni hanno casa in Romania, e c’è lavoro nelle città poiché ora è in costruzione futura espansione ma dicono che pagano poco. E allora via in Italia a far un po’ di soldi.
Non mi sembra proprio sia così, dato che chiedi al Comune un aiuto perché non ce la fai, che ti viene ripetuto porta tuo figlio in Romania e tua moglie pure e qui ti diamo un posto per dormire, e intanto lavori e mandi i soldi alla famiglia.
Proprio queste proposte hanno decimato le famiglie qua in struttura.

Un conto che sei nomade e scegli di rimanere tale, e rispetto la tua scelta.
Un altro che non vuoi più essere nomade e chiedi aiuto perché non sai come fare.
Qui però sembra vogliano capra e cavoli, certo non tutti, su 11 famiglie forse 2 ce ne sono con un desiderio di integrarsi. Sembra vogliano casa e poter fare la vita nomade coi soldi che il Comune gli darà.
Questa non è una soluzione a mio dire, finiti i soldi?Altri campi dati alle fiamme?

1 commento:

  1. RISPSTA VIA MAIL DI UNA MIA SORELLA CON CUI HO GIRATO PER PARECCHIO TEMPO:

    qui sono tutti svegli e nn ho molto tempo le bambine che fanno caos che domani nn c' e scuola e giulio di ritorno da lugo che mi racconta.... in questo momento tra una lettura rapida e poco approfondita ,
    noi piu o meno viviamo ancora come loro o tu, si in piu' facciamo bancarella e siamo italiani in spagna nn facciamo parte di nessuna comunita' a volte questo e' quello che mi manca una famiglia della calle...come eravamo noi, abbiamo avuo diciamo giulio ha avuto problemi al semaforo perche' dove andava lui se ne sono appropiati come sempre ...gia lo sai come sono che se ne appropriano sempre di tutto.Alla fine ha dovuto cambiare posto.Parlando con loro giggi sono come noi anzi meglio organizzati come se facessero una stagione lunga di qualche anno e poi tornano almeno romani nn tanto rom loro stanno costruendo la casa in romania , qi anche vorrebbero il risga ...noi nn l' abbiamo chiesto che nn vogliamo l' assistente tra i piedi...
    Giggi ti ricordi come eravamo noi...loro piu organizati e continuano a vivere alla giornata perche' anche quello e' un piacere e una liberta'.Spero che gli spilino tutti i soldi e nn parlare di integrazione la tua e' stata una scelta di una persona libera all' improvviso hai voluto cambiare modificarti, ma come ben sai e' una cosa che viene da dentro, io ci ho provato ma alla fine sono tornata alla strada meglio organizzata.Questa ora e' la mia vita n po piu' campagnola de ... che ora sei domani se mi viene in mente altro te lo passo...
    nn ti ricordi tutti i soldi che abiamo fatto alla munezza e che abbiamo speso nn ti dimenticare che sei cosi per quello che hai vissuto tu sicuro pi' hard di noi.....bacioni

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