mercoledì 13 giugno 2012

RIFLESSIONI NOMADI PARTE II


E viene il momento in cui ti trovi a dover fare una parte che non vuoi fare.
Qui i Rom cambiano idea come il vento e dall’ultimo colloquio fatto anche con la presenza dell’ufficio nomadi si era optato per il rimpatrio. Pare che una sola famiglia ( su 5) ora, voglia tornare in Romania.
Mi trovo a fare il “cazziatone” a V. che da 10 giorni deve portare il contratto di un appartamento da lui trovato e ad oggi non ha nemmeno contattato il proprietario e a chiedergli “ma dove vive? In Sicilia?” “ma non sta a Milano devo andarci”. E mi spiace che mi ci incazzo così tanto ma è agli obblighi di firma per un furto di legna in un discarica, per farsi la baracchetta (così dice lui almeno) e  a fine mese ha il processo. Senza un domicilio lo sbattono al gabbio e la moglie?il figlio di 4 anni? E l’altro di 7 mesi con la nonna in Romania?
E lui che professa la solita frase sfatta: “se lo vuole Dio”.

O un'altra famiglia con 3 bimbi sotto i 12 anni, bellissimi scugnizzi e penso “che futuro avranno?seguiranno la stessa sorte dei genitori perché non andranno mai a scuola e non capiranno mai come vivere in questa realtà, coi suoi diritti e i doveri. E resteremo sempre Gaje per loro..”

Giocano a non capire o non capiscono? Quanto vogliono integrarsi per i loro figli e quanto vogliono e basta. Vogliono ora,subito? Ma rischio di inciampare nella retorica, sembra un labirinto da cui non si esce.

E mi ritrovo pieno di collera,a spiegare tra il mio continuo dispiacere che siamo ai ferri corti, che o vanno in Romania oppure escono.
“ma dove vado coi bambini? In mezzo alla strada?”
E giocoforza spiego loro che se non vorranno uscire  saranno portato fuori dalle Forze dell’Ordine.
Mi si stringe lo stomaco e i muscoli facciali mi si contraggono.

Me la prendo con me stesso dicendomi che do troppo peso alla faccenda. Inevitabile poichè ci sono di mezzo bambini che hanno tutta la vita davanti e non sanno ne possono scegliere.

Ora le ultime decisioni.

Qualche ora dopo..
Bene! Abbiamo trovato alcune soluzioni dove il Comune e i suoi assessori fanno promesse e poi non le sanno mantenere, e tergiversano sul prendere una decisione che non vogliono apparire ne troppo buoni ne come i cattivi di turno “ perché noi non siamo la giunta che c’era prima” in un loop continuo come un disco graffiato buono solo per l’immondizia. Neppure da riciclare.
 Vedo il lato umano delle associazioni (aziende?)che non se ne fottono e operano per l’uomo, o perlomeno delle persone che ci lavorano dentro che creano collegamenti con altre associazioni romene che possono poi dareuna mano a chi veramente, si troverebbe a brucare l’erba una volta su. Conscie che il comune lassù, non fa altro che rimbalzare la palla..mica come nel nostro Belpaese no?

E le riflessioni di un collega nonché fratello di altre Arti Guerriere sul clan, sul cambiamento al di fuori da esso che porta paura e confusione. Lo stesso concetto delle tribù africane, dove l’uomo è uomo dopo aver superato determinate prove e la donna ha il suo posto preciso nella tribù.
Certo è come venire spostati su un altro pianeta. E come posso capirlo..
Ora vediamo gli sviluppi.
Ora, ribadendo le stesse cose da tempo direi che hanno superato le paure e osato, che non sai come va a finire con la famiglia in Romania, e qui almeno un posto letto sicuro e gratis ce l’hai, ti arrangi e cerchi un lavoro per spedire i soldi a loro e un giorno, quel sogno di vivere dignitosamente in una casa tutti assieme potrebbe realizzarsi.
Forse anche V. se entro domani porta la documentazione necessaria potrà sfangarsela, o almeno provarci. Sta a lui ora.

Non mi vergogno a dirlo, sono commosso.
 

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